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Tuesday - 18/05/2021


Come sarà tornare al cinema o a ballare?

Apriamo la finestra e c’è un “nuovo mondo”. In cui si può finalmente tornare in discoteca, al cinema, a teatro, rispettando le misure approvate dalla Conferenza Stato Regioni allegate al Dpcm che disciplina la Fase Tre. Rigidissime. Si riparte in Italia (e soprattutto a Milano, tra le città più colpite dal Covid) il prossimo lunedì 15 giugno, e potremo ballare solo a due metri di distanza, e all’aperto, con prenotazione obbligatoria e capienza dimezzata delle discoteche. Per i cinema e per i teatri sarà permesso un massimo di duecento spettatori, al chiuso, mille all’aperto, mascherine obbligatorie per il pubblico, per gli operatori che lavorano in sala e anche, preferibilmente, per gli artisti – in alternativa dovranno recitare distanti. Poi aereazione naturale, ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni sui sistemi di ventilazione e di condizionamento, disinfettare tutto, acquistare i biglietti preferibilmente online, niente popcorn, niente bevande, niente di niente.

'Lo squalo' di Spielberg, quel mostro che è il simbolo di un'epoca.

Il 20 giugno di 45 anni fa usciva nelle sale il capolavoro del maestro americano. Un film che racconta molto dell'epoca in cui fu girato ma che si può rileggere anche con lo sguardo contemporaneo. Lo squalo, nel pieno degli anni '70, inaugura una maniera nuova di vedere (e sentire) l'orrore. Nel biennio precedente erano usciti altri due titoli che giocavano con l'orrore immergendolo nella luce del mondo contemporaneo, Non aprite quella porta e L'esorcista, ma quella di Spielberg è un’operazione più duratura, che incide sul mainstream. Come tutti i grandi simboli, lo squalo è tante cose. Interpretazioni in chiave di metafora sessuale o politica si sono susseguite da subito. Eppure, come diceva un grande critico italiano, Franco La Polla, lo squalo è anzitutto uno squalo, come il Moby Dick di Melville. Una creatura fisica, un vettore di suspense. Proprio questo suo essere anzitutto motore del racconto gli consente di poter rappresentare tante cose, ma oggi la cosa più interessante è forse vederlo anche come espressione di un'epoca.

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